BIBLIOTECA SAN FRANCESCO

 
 
 

 

Aperta al pubblico - di interesse locale - Socio Ordinario del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali,
la cui sede è nella Villa Rufolo di Ravello.

La Biblioteca San Francesco è patrimonio dello storico convento San Francesco in Ravello, fondato dallo stesso Santo di Assisi.
Dopo alterne e varie vicende - ultima, in ordine di tempo, quella drammatica del sisma del novembre 1980 - la struttura e la funzionalità della Biblioteca si sono ricomposte.
Il patrimonio bibliografico della Biblioteca è costituito da fondi antichi e moderni ed è in continuo incremento; la consistenza attuale è di circa quarantamila volumi.
La Biblioteca custodisce manoscritti, cinquecentine, alcune delle quali rare, e preziosi corali.

Annessa alla Biblioteca è l'AULA MAGNA, ove si svolgono incontri culturali e concertistici.
La Biblioteca San Francesco fu inaugurata e aperta al pubblico il 25 agosto 1984. Evento socio-culturale di rilievo, che suscitò ammirazione apprezzamento e viva condivisione da parte di autorità civili e religiose e di un foltissimo e interessato pubblico.

clicca qui se vuoi vedere le foto dell'inaugurazione

 

Così Francesco Sisinni, l'allora Direttore Generale del Ministero per i Beni Culturali che inaugurò la Biblioteca San Francesco:

Ma questo è davvero un segno dei tempi! Ho scritto poc'anzi sul registro all'ingresso che è con commozione e gratitudine che partecipo alla vostra festa: con commozione perché sento nel profondo dell'animo la gioia che sa dare una cerimonia come questa che non ha nulla della liturgia delle cerimonie ufficiali, ossia, una cerimonia che, come ha detto il Sindaco, ha per oggetto il libro, la biblioteca, il fondamento insurrogabile della vera cultura; con gratitudine perché una biblioteca di una casa religiosa che viene messa a disposizione della collettività è una ulteriore prova concreta della peraltro antica collaborazione della Chiesa con lo Stato, nell'importante servizio alla Cultura.
E chi, come me, ha l'onore, ma anche la responsabilità, di rappresentare il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, non può dire che grazie, e con tutto il cuore a P. Francesco per quello che ha fatto fino ad ora e per tutto quello che continuerà a fare nell'interesse, non soltanto di Ravello e dell'area amalfitana, ma per la nazione ed il mondo, giacché il bene culturale è per sé universale.


« Certo, la coscienza collettiva può avvertire terrori di Apocalisse vicina, ma la vita quotidiana di molti può rimanere ferma alla lettura della Gazzetta dello sport o al libro dell'Artusi su l'arte di mangiar bene. »

« Il libro, e quel deposito conservativo di libri che è in primis la biblioteca, possono insomma avere un effetto ambivalente sugli uomini, specie su quelli finora di pochi li­bri o di nessuno. La vita quotidiana di non pochi di noi ha conosciuto qualche accadimento eccezionale, l'Erlebnis, anche nell'incontro con un libro. Approfondiamo la responsabilità di questo rapporto, tra libro e vita quotidiana, tra biblioteche e vita quotidiana, sperando di non meritare nessuno di noi l'invettiva di Nietzsche contro il bibliotecario alessandrino. Specie oggi che viviamo, temo, fra errori e vizi alessandrini, alla ricerca di una speranza non ideologica.»

ACHILLE ARDIGÒ: Introduzione cautelativa, in L'organizzazione culturale del territorio: il ruolo delle biblioteche, Franco Angeli Editore, Milano 1980, p.13 e p.19.


Fondare biblioteche è come costruire
ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un
inverno dello spirito che da molti indizi ,
mio malgrado, vedo venire.

Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano

«I libri sono pieni delle parole dei saggi, degli esempi degli antichi, dei costumi delle leggi, della religione. Vivono, discorrono, parlano con noi, ci insegnano, ci ammaestrano, ci consolano, ci fanno presenti ponendole sotto gli occhi cose remotissime della nostra memoria.
Tanto grande è la loro forza, la loro dignità, la loro maestà, e infine la loro sacralità, che, se non ci fossero í libri, saremmo tutti rozzi e ignoranti , senza alcun ricordo del passato, senza alcun esempio; e non avremmo conoscenza alcuna delle cose umane e divine; la stessa urna che accoglie i corpi degli uomini avvolgerebbe nell'oblio anche i loro nomi»

Dalla lettera che il 31 mag. 1468 il
Card. Bessarione indirizzò al doge Cristoforo Moro,
offrendo in dono a Venezia la sua Raccolta di 482 volumi greci e 264 latini, primo nucleo della Biblioteca Marciana

Non riesco a saziarmi di libri. E sí che ne posseggo un numero probabilmente superiore al necessario; ma succede anche coi libri come con le altre cose: la fortuna nel cercarli è sprone a una maggiore avidità di possederne. Anzi coi libri si verifica un fatto singolarissimo: l'oro, l'argento, i gioielli, la ricca veste , il palazzo di marmo , il bel podere, i dipinti, il destriero dall'elegante bardatura, e le altre cose del genere, recano con sé un godimento inerte e superficiale; i libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di famigliarità attiva e penetrante.

Da una lettera di Francesco Petrarca a Giovanni Anchiseo

Attualmente la Biblioteca San Francesco è sistemata in ampi e accoglienti ambienti : tre sale lettura– sala `900 – sala periodici – deposito antico – deposito moderno – Aula Magna.

La donazione di vari fondi bibliografici ha accresciuto l'importanza e l'interesse intorno alla Biblioteca San Francesco . Citiamo, fra gli altri, i fondi "GORLA" accademico dei Lincei – "MARRA" già Ordinario Castrense e Vescovo Titolare di Ravello – "GIUSEPPE IMPERATO SENIOR" storico di chiara fama della costiera amalfitana – "GIUSEPPE VEDOVATO" giurista e scrittore, membro del Parlamento Europeo e del Centro Universitario Europeo di Ravello – "Famiglia COLONNA" di Roma – "GORE VIDAL" scrittore, cittadino onorario di Ravello, ove ha trascorso molti anni, - "CRISTOFORO BOVE" storico – "GIANFRANCO GRIECO" giornalista - "GIORGIO FILOCAMO" museo del corallo Ravello - ecc.
Prestigioso il fondo "inglese", di cui è stato curato e pubblicato il catalogo, appartenuto alla famosa cantante-attrice Gracie Fields, che ha soggiornato a lungo a Capri. Detto fondo è stato donato dagli eredi della Fields alla Biblioteca San Francesco.

Il taglio che si intende dare alla Biblioteca è: storia locale, musica, francescanesimo, senza trascurare altri settori della cultura.
Nell'anno 1980/81 sette validi giovani della 285 sono stati temporaneamente impegnati presso la Biblioteca San Francesco. Altri giovani poi, ai sensi dell'art.23, hanno prestato lavoro presso la Biblioteca per un intero anno.
La Biblioteca ha curato la pubblicazione di quattro QUADERNI monografici, l'edizione anastatica di un'opera di interesse locale, ricercata e rara: L.Mansi, Ravello sacra - Monumentale - 1887 , l'opuscolo dal titolo " Frammenti " che raccoglie parte dei pensieri esposti al pubblico sulla bacheca della Biblioteca.

E' in progetto la pubblicazione dell'archivio della Biblioteca per l'interesse della storia locale.
Professori giornalisti e scrittori, italiani ed esteri, visitando e fruendo della Biblioteca San Francesco hanno espresso plauso e compiacimento per la messa a disposizione del pubblico della Biblioteca San Francesco (consultabili le loro testimonianze scritte). Significativa, fra le altre, la testimonianza del premio Nobel Franco Modigliani.
La Biblioteca San Francesco ospita la biblioteca comunale, anche nel tentativo e nella speranza di giungere a una convenzione di " gestione" che garantisca la disponibilità al pubblico ed un corretto funzionamento della Biblioteca San Francesco. Obiettivi questi fondamentali per poter rispondere alle esigenze socio-culturali del potenziale bacino d utenza costituito oltre che dalla popolazione residente, anche da numerosi turisti e studiosi italiani ed esteri.


HANNO SCRITTO: " per amore di cronaca e per dovuta aderenza storica va ricordato l'impegno e 1a dedizione profusi costantemente dal Padre Francesco prof. Capobianco per la realizzazione della Biblioteca San Francesco, opera che suona prestigio e richiamo per l'intera comunità ravellese e per la stessa costiera amalfitana.


Padre Francesco
prof. Capobianco
rifondatore della Biblioteca
San Francesco

Il P.Francesco ha creduto – quasi da innamorato – a una intuizione a una idea un sogno e con umile e tenace accanimento – ha rifondato totalmente la Biblioteca San Francesco, considerata ormai un gioiello della costiera amalfitana. Tessera dopo tessera è stato composto un prezioso dinamico mosaico la cui fruizione e funzione è destinata a persistere nel tempo.
"Vivere a Ravello è un privilegio": parole spesso pronunciate dal prof. Capobianco che aggiungeva: ma anche un tradimento se non ci si dispone tutti fattivamente a liberare certe vibrazioni, di cui Ravello, per tanti aspetti, è ricca. E il momento celebrativo della inaugurazione della Biblioteca San Francesco è stato appunto liberare una vibrazione che affonda le radici nelle testimonianze e nei valori dei nostri Padri, e che deve costituire, soprattutto per i giovani, i cui aneliti vengono oggi neutralizzati nel modo più banale, una efficace costante sollecitazione per la crescita umana sociale e culturale".

La sensibilità umana e sociale dei Frati Minori Conventuali di Ravello e delle Provincia Religiosa di Napoli ha messo a disposizione, accanto alla Biblioteca, una superficie di terreno necessaria per realizzare una struttura sportiva (tennis-calcetto), che l'Amministrazione Comunale ha portato a compimento. Ai fanciulli agli adolescenti e a giovani è stata così offerta una preziosa ed efficace opportunità.

La Biblioteca San Francesco è sede dell'Associazione sportiva-culturale "Rebellum", che attualmente gestisce la suddetta struttura.

La stessa Biblioteca San Francesco promuove e sostiene l'attività artistica della prestigiosa galleria d'arte "Le Petit Prince", annessa al complesso monumentale San Francesco.

Squarcio della galleria d'arte "Le Petit Prince" che opera in alcuni spazi del complesso S.Francesco

Così pure per iniziativa della Biblioteca rimane allestita in una sala antica del chiostro (parlatorio) , una Mostra Antologica Permanente delle opere di FRANCESCO AMATO , MAESTRO DELLA PIETRA (Ravello 1901 – 1977), nei disegni " dal vero " di Guido Fulchignoni.


La scoperta di un artista
di Gore Vidal

Conobbi per la prima volta il lavoro del Maestro Francesco Amato - benché non ne sapessi il nome - attraverso un 'illustrazione in un romanzo di Edith Wharton.
La Wharton non era solo una delle più grandi narratrici americane, ma anche un'esperta di giardinaggio e ville, particolarmente di quelle italiane. Infatti, cinquanta anni fa, nelle pagine di Edith Wharton mi imbattei in un camino del Maestro Amato, non immaginando certo che un giorno avrei vissuto in una villa a Ravello dove, per venti anni, ho avuto sotto gli occhi quattro suoi camini, creati per la proprietaria della Rondinaia, Lucy Beckett, Contessa Czernin.
Interessante in questi camini è il senso di fantasia che essi trasmettono: i dettagli sono insoliti ma non strani, lo stile è barocco ma non Bomarzo. La pietra è un turece grigio-perla nel quale spesso sono inserite maioliche dai colori blu-mare e verde-oliva. Ai lati della porta principale egli creò una coppia d leoni non dissimili da quelli bizantini che si trovano nel Duomo, mentre sopra la porta scolpì una Santa Caterina con la ruota.
In ogni cosa che toccò, c'è sia la magia della divina Costiera che il suo proprio genio particolare, entrambi in un perfetto equilibrio che celebra la nostra eterna Magna Graecia.

Ravello, gennaio 1992

 

Valeria - "Mascotte" della Biblioteca